Camera con vista

Firenze esercitò una forte attrazione sugli americani: la città manteneva ancora l’atmosfera del passato anche se gli interventi urbanistici imposti dalla politica sabauda - le demolizioni del Mercato Vecchio e del Ghetto, l’abbattimento delle mura - stavano progressivamente alterando l’immagine ricercata da quei sentimental travellers.

La loro prima tappa, a Firenze, era uno degli alberghi del centro, ma l’obiettivo principale era quello di stabilirsi appena fuori città, in una villa sulle colline da affittare o da acquistare, soprattutto se circondata da curati giardini.

Ville che permettevano di vivere a contatto con la natura e col paesaggio, e che diverranno meta dei protagonisti della cultura e del bel mondo internazionale, soggetto esse stesse di quadri evocativi e di trasfigurazioni letterarie. Da quegli osservatori privilegiati, gli americani partivano a piedi, in calesse, in bicicletta o in automobile alla scoperta di panorami e monumenti consacrati da una tradizione che, per gli stranieri, era divenuta quasi leggenda.


John Singer Sargent (Firenze 1856-London 1925)
La camera d'albergo
1904-1906 circa
olio su tela
Collezione privata


Telemaco Signorini (Firenze 1835-1901)
Mercato Vecchio
1881-1883
olio su tela
Viareggio, Istituto Matteucci