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Il giovane Domenico Ghirlandaio, fra Baldovinetti e Verrocchio

23 maggio 2019 ore 17:00 |

Musei del Bargello – Museo di Casa Martelli, Via Ferdinando Zannetti 8. Firenze

Descrizione

Musei del Bargello – Museo di Casa Martelli, Via Ferdinando Zannetti 8. Firenze. Alessandro Angelini, Il giovane Domenico Ghirlandaio, fra Baldovinetti e Verrocchio. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Una serie di ricerche recenti, soprattutto di carattere documentario, ha rimesso in discussione il profilo artistico del giovane Domenico Ghirlandaio, così come si era attestato nelle pur solide ricostruzioni della storiografia. In questa occasione, si cerca di ricostruire il primo segmento dell’attività dell’artista, in base alle informazioni delle fonti e soprattutto dall’analisi di due opere – una a affresco, l’altra su tavola – che anche nel catalogo della mostra Verrocchio, il maestro di Leonardo sono state presentate per la prima volta in termini decisi, come opere di esordio di Domenico. L’opera ad affresco è rappresentata dall’Assunzione di Maria per la cappella Quaratesi di San Niccolò Oltrarno, la seconda la Madonna col Bambino sul davanzale, Madonna Altman del Metropolitan Museum of Art di New York. Si tratta di due opere ancora molto sensibili alla cultura di quell’Alesso Baldovinettii, che le fonti ricordano come primo maestro del Bigordi nel corso del settimo decennio del Quattrocento. Naturalmente entrambi questi dipinti mostrano già piena sintonia anche con i modi di Andrea del Verrocchio, di cui Ghirlandaio fu collaboratore almeno dal 1470 al 1472 circa. Intento dell’intervento è soprattutto quello di sottolineare gli interessi architettonici, stereometrici e in parte almeno prospettici, del giovane Bigordi, la sua passione per le architetture dipinte in termini illusionistici, atte ad accogliere in modo credibile le figure sacre nelle sue composizioni. Crediamo infatti che l’eventuale collaborazione a fianco di Baldovinetti in un’opera cruciale, come la decorazione a intarsio guidata da Giuliano da Maiano per la Sacrestia delle Messe di Santa Maria del Fiore, o l’aver assistito il maestro nella cappella del cardinale di Portogallo a San Miniato al Monte, debbano aver fortemente inciso sulla formazione del giovane Domenico.

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