Anni ‘30

Arti in Italia oltre il fascismo

Sala Radio

«Abbassa la tua radio, per favor»
Il 6 ottobre 1924, alle nove di sera, un concerto inaugura la prima trasmissione radiofonica italiana: ha così inizio l’epopea della radio, destinata a incidere su vita, mentalità e abitudini del Paese. Il fascismo ne comprende la potenzialità comunicativa, poiché «fa leggere anche chi non legge», e nel 1928 nasce l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, E.I.A.R., organismo pubblico che dà voce al regime. Alla fine degli anni Trenta una famiglia su cinque possiede un apparecchio, ma la radio viene ascoltata anche nelle case del fascio, nelle scuole, nei bar, e nelle piazze vengono predisposti altoparlanti per trasmettere i discorsi del duce: uno straordinario strumento di propaganda, la cui finalità è confermata dallo stile declamatorio degli annunciatori.
La radio è comunque percepita dalla popolazione soprattutto come mezzo di evasione: la rivista I Quattro Moschettieri, in onda dal 1934 al 1937, la musica da ballo e le cronache sportive sono fra le trasmissioni di maggior successo. Con l’applicazione delle leggi razziali, nel 1938, agli ebrei è vietato il possesso di apparecchi trasmittenti.


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La Fondazione Palazzo Strozzi offre nel corso dell’anno un ricco programma di mostre di alta qualità e di livello internazionale.

All’interno della cornice di uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale fiorentina, negli spazi del Piano Nobile e della Strozzina, la Fondazione organizza esposizioni d’arte che spaziano dall’arte antica al Rinascimento fino all’epoca moderna e all’arte contemporanea.

Da: 22 settembre 2012
A: 27 gennaio 2013


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