1913: monografica al femminile

Il
30 settembre 1913 a Mosca, nel Salone Artistico della gallerista Klavdia
Mikhailova, si aprì una retrospettiva di
Natalia Goncharova in cui erano riunite circa ottocento opere tra dipinti,
acquerelli, sculture, pastelli, disegni per teatro, tessuti, figurini di moda,
ricami, carta da parati e lubki. Fu
l’occasione per presentare
dieci anni di lavoro che coprivano la sua carriera fino a quel momento,
testimoniandone l’infaticabile attività. Le opere includevano le esperienze
postimpressioniste, neoprimitiviste, ispirate all’arte tradizionale russa, fino
alle più recenti e innovative ricerche. Fu la
prima mostra monografica di un artista dell’avanguardia russa, e i dodicimila
visitatori ne decretarono il successo, seppur controverso, consacrando Natalia
Goncharova come figura carismatica dell’avanguardia. Il catalogo ebbe tre
edizioni.

Foto di Alessandro Moggi

Natalia, che fino a quel momento non era riuscita a riunire
sulle pareti del suo piccolo studio opere di grandi dimensioni come il
polittico della Mietitura, poté finalmente
vederle allestite. Prima donna, nel 1910, ad aver esposto dipinti raffiguranti
nudi femminili, fu
per tre volte accusata e processata per offesa
alla pubblica morale e pornografia. Venne sempre assolta. Alla mostra furono
acquistate tre opere dalla Galleria Tretyakov, il primo museo russo di arte
nazionale, che riconobbe dunque Natalia come uno dei principali artisti
contemporanei del paese.

«Questa donna trascina tutta Mosca e tutta San Pietroburgo dietro di sé; non si imita solo la sua opera, ma anche la sua personalità».

Serge Diaghilev, 1913

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