Ho impiegato un poco a capire perché Untitled 1954 di Rothko accostato all’Annunciazione di Beato Angelico nel Museo di San Marco mi abbia così colpito. Colpito fisicamente. Tanto che ho fatto un passo indietro. Le annunciazioni mi sono sempre piaciute. Come mi piacciono gli agguati che il bene compie. Perché il bene si sa, compie agguati. Altrimenti non sarebbe più interessante del male. Il male è certo nei suoi fini, il bene è ambiguo. L’angelo smagliante che si presenta da una donna che prima di non aspettare un figlio, non aspetta alcun messaggio. L’angelo, come il lupo nella favola di Esopo sta più in alto. È più colorato, il suo sguardo è deciso, ha ali di pavone e comunque di uccello. Se in natura i maschi sono più colorati, allora gli angeli hanno un sesso. La donna è penitente, tiene in mano un libro d’ore, guarda, come certi cani, dal basso in alto, senza alzare la testa, ma solo gli occhi. L’espressione dell’angelo è decisa, quella della donna interrogativa.
La versione che mi piace di più – o forse è quella che, ho ricostruito a posteriori, ho letto per prima – è quella del Vangelo di Luca (1, 26-35):
26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 28 E quando l’angelo fu entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». 29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. 30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. 33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine». 34 Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 35 L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.

L’angelo non annuncia la luce, annuncia l’ombra. Che sia l’ombra che si addice all’essenziale, è una considerazione successiva. Ma prima arriva l’ombra. Ho sempre pensato che in quel racconto settecentesco di un giovane che per avere soldi sufficienti a chiedere la mano della fanciulla di cui si è innamorata si vende l’ombra al diavolo, e ovviamente questo è fatale.
Non si vive senza ombra, racconta Chamisso, negli anni Dieci del secolo Ottocento mentre impazza la discussione sulla natura della luce – corpuscolo o onde?
Non si nasce senza ombra, annunciano i vangeli.
Così la vergine di Nazaret che non ha mai conosciuto uomo, ma ha il coraggio, o forse l’urgenza, o forse ancora la necessità di porre le domande, verrà coperta dall’ombra. Il bene è in agguato, e lo spirito santo incombe. Verbi ossimorici rispetto a una idea di bene e di luce troppo semplice per essere efficace. D’altronde la luce porta l’ombra. Franco Battiato nel 1991 nel brano L’ombra della luce (1991), specificherà:
Perché le gioie del più profondo affetto
O dei più lievi aneliti del cuore
Sono solo l’ombra della luce
Così, nella cella 3 del dormitorio nel Museo di San Marco, stanno, dalla fine degli anni Trenta del Quattrocento, la Madonna e l’angelo a sogguardarsi, lui ad annunciare l’ombra, lei ad aspettarla. Il bene senza ombra somiglia al male, questo dicono i vangeli. Il bene è ambiguo, raccontano i vangeli. Il bene non è una buona intenzione, è un’ombra.
Così, con tutto questo, e forse altro, che mi si squaderna in testa davanti all’accostamento dell’Annunciazione e del senza titolo rosso, verticale con un’ombra d’oro al centro, ho capito perché avevo fatto un passo indietro, perché ero stata scossa, colpita. Perché il rosso se ne va dalle donne perché si fa carne. E invece, in questo concepimento d’ombra, il rosso resta. Quel rosso sangue di Rothko che tiene la Madonna in questa luce d’esseri umani mentre l’ombra di Dio la ghermisce.
Chiara Valerio (Scauri, 1978), scrittrice. Tra gli altri, ha pubblicato per Einaudi «La matematica è politica» (2020), «Così per sempre» (2022), «La tecnologia è religione» (2023). Il suo ultimo romanzo, pubblicato da Sellerio è «La fila alle poste» (2025). Con «Chi dice e chi tace» (Sellerio, 2024) è stata finalista al Premio Strega. Lavora nella casa editrice Marsilio, è editorialista del quotidiano La Repubblica, scrive per Vanity fair e d di La Repubblica. I suoi libri sono tradotti in molti paesi. Conduce e cura programmi per Rai Radio 3, ha un dottorato in calcolo delle probabilità.
Riferimenti bibliografici:
D. Derossi, Decidono le femmine. Evoluzione e bellezza maschile, Torino, Einaudi (2025)
A. von Chamisso, Storia straordinaria di Peter Schlemihl e altri scritti sul doppio e sul male (Milano, Garzanti, 2002, a cura di L. Bocci)
La Sacra Bibbia, Vangelo di Luca, Nuova Edizione Riveduta, laparola.net
F. Battiato, Come un cammello in una grondaia, Emi (1991)
In copertina: Beato Angelico e aiuti, Annunciazione, 1439-1441 circa, Firenze, Museo di San Marco, dormitorio, cella 3. Mark Rothko, Untitled, 1954, Collezione privata. (Rothko a Firenze, exhibition views, Palazzo Strozzi, Firenze, 2026. Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio).