Olafur Eliasson: Nel tuo tempo
dal 10 marzo 2026
al 10 marzo 2026
Introduzione
Olafur Eliasson: Nel tuo tempo risponde all’architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi, immergendo l’edificio in luci, ombre fugaci, riflessi, motivi e colori intensi. Per la sua più grande mostra in Italia, Eliasson presenta opere nuove e storiche che mettono in discussione la distinzione tra realtà, percezione e rappresentazione.
Percorrendo gli spazi del palazzo – il Cortile, il Piano Nobile e la Strozzina – i visitatori incontrano installazioni, interventi minimali e sculture che li invitano a guardare l’edificio in modo nuovo.
Palazzo Strozzi diventa un punto d’incontro tra l’architettura dell’edificio e la sua storia, tra la mostra e i visitatori, tra lo spazio e il tempo.
«Nel tuo tempo è un incontro tra opere d’arte, visitatori e Palazzo Strozzi. Questo straordinario edificio rinascimentale ha viaggiato attraverso i secoli per accoglierci, qui e ora, nel XXI secolo, non come semplice contenitore ma come co-produttore della mostra.
Non è solo Palazzo Strozzi ad aver viaggiato nel tempo. Come visitatore, ognuno di noi ha vissuto, con una relazione tra corpo e mente sempre diversa in modo individuale. Ognuno con le proprie esperienze e storie ci incontriamo nel qui e ora di questa mostra».Olafur Eliasson

Cortile

1
Under the weather, 2022
telaio in acciaio, tessuto stampato, strisce in polipropilene riciclato, luci monofrequenza
11 x 8 m
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
Under the weather è la nuova opera site specific dell’artista Olafur Eliasson per il cortile di Palazzo Strozzi, punto di partenza della mostra Olafur Eliasson: Nel tuo tempo che si snoda negli spazi interni del palazzo, tra il Piano Nobile e la Strozzina. L’installazione è costituita da una struttura ellittica di 11 metri sospesa a 8 metri d’altezza in cui l’artista utilizza il cosiddetto “effetto moiré”, particolare fenomeno ottico che si crea quando due o più griglie, o motivi simili, vengono sovrapposti creando un effetto di sfarfallio o interferenza visiva.
L’artista propone così una esperienza che ci permette di riflettere sulla percezione e sul movimento, in relazione allo spazio che ci circonda. Mentre ci muoviamo nel cortile l’opera sembra infatti trasformarsi davanti ai nostri occhi, interagendo con ciascuno individualmente e destabilizzando la percezione della rigida architettura ortogonale di Palazzo Strozzi.
L’installazione è resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Hillary Merkus Recordati, nell’ambito del progetto Palazzo Strozzi Future Art.
Piano Nobile

2
Triple seeing survey, 2022
3 faretti, supporti a parete
dimensioni variabili
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
La luce di tre faretti posizionati sul lato opposto del cortile si schiude nella sala attraversando le grandi finestre alterate nella loro dimensione originale. Il risultato è la proiezione di una griglia luminosa sulla parete: una serie di illusorie finestre in cui emergono le imperfezioni delle antiche vetrate. Attraversando lo spazio i visitatori si trovano così all’interno di un dialogo tra luci artificiali e naturali, spazi e aperture reali o solo proiettati.
Caratteristico di Palazzo Strozzi è il rapporto tra spazio interno ed esterno grazie alle grandi finestre che, affacciandosi sul cortile, illuminano le sue sale in modo sempre diverso nel passare delle ore di una giornata. Eliasson intercetta questa dinamica dell’architettura con un intervento che espressamente utilizza la fisicità delle vetrate, con le loro legature a piombo che distribuiscono la fonte luminosa in riquadri. Le luci rendono visibili le irregolarità del materiale: bolle, graffi, polvere ne evidenziano la matericità consentendo ai visitatori di prendere coscienza del vetro come membrana che separa l’interno dall’esterno. Questa superficie “mediatrice” ha una fondamentale funzione protettiva, ma consente anche la comunicazione visiva.

3
Tomorrow, 2022
3 faretti, supporti a parete, schermo da retroproiezione, filtri di vetro colorato
dimensioni variabili
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
La luce proiettata attraverso le bifore di Palazzo Strozzi da un edificio posto sul lato opposte della strada, crea una sequenza di finestre su uno schermo che divide in due la sala. Speciali filtri collocati sui riflettori producono una delicata dissolvenza colorata, che ricorda un tramonto o un’alba.
I visitatori che entrano nella sala possono scorgere le sagome e le caviglie delle persone che si trovano dall’altra parte dello schermo, anche se non risulta immediatamente chiaro come si acceda a questo spazio, fino a che non si entra nella sala successiva. L’opera riflette il profondo interesse di Eliasson per gli effetti atmosferici della luce, che qui si traduce in una decostruzione fisica e visiva di Palazzo Strozzi come architettura di luce mutevole e cangiante in cui il pubblico è chiamato a diventare protagonista.

4
Just before now, 2022
faretti, supporti a parete, pellicola specchiata, schermo da retroproiezione, filtri di vetro colorato
dimensioni variabili
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
Alcuni faretti interni alla sala proiettano la propria luce su specchi posti all’esterno del palazzo, appena fuori dalle finestre. La luce rimbalza sugli specchi ed è riproiettata all’interno su uno schermo in cui emergono diversi colori, ottenuti da pellicole applicate sui faretti, ma anche i segni e le imperfezioni del vetro. A seconda del punto di vista di osservazione emergono diverse tonalità cromatiche: blu da un lato, arancione dall’altro. Visti frontalmente, i colori si fondono al centro. La mutevolezza dei colori invita i visitatori a muoversi nello spazio, avvicinandosi alle proiezioni e attivando una nuova consapevolezza sulla relazione tra il proprio corpo, lo spazio e la luce.

5
How do we live together?, 2019
acciaio inox, vernice (nera), lamina a specchio
476 x 680 x 680 cm; 476 x 952 x 7.6 cm
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
Un arco semicircolare nero è montato su uno specchio sul soffitto, dal quale si estende fino a toccare il pavimento. Unita al proprio riflesso, questa forma crea l’illusione di un gigantesco anello che attraversa la superficie dello specchio per congiungere lo spazio reale della sala con lo spazio riflesso. L’esperienza dell’opera è di disorientamento: i visitatori si scorgono capovolti, sospesi nello specchio che li sovrasta, partecipi dello spazio creato dall’anello che costituisce un ponte tra questi due mondi.

6
Solar compression, 2016
specchi di vetro convessi, luci monofrequenza, acciaio inox, vernice (bianca), motore, centralina, cavo
ø 120 cm, 10 cm
Ingebjørg Folgerø and Ådne Kverneland, long-term loan to Stavanger Kunstmuseum
Un disco composto da due specchi convessi ruota lentamente sospeso dal soffitto, riflettendo la stanza e i presenti in modo distorto e deformato. Una serie di luci monofrequenza, inserite all’interno, proietta una luce gialla in tutto lo spazio, saturando la sala e facendo sì che i visitatori riescano a percepire esclusivamente sfumature di giallo, grigio e nero.

7
Red window semicircle, 2008
specchio, faretto, treppiede, filtro di vetro colorato (rosso)
dimensioni variabili
Ed. 1/3
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
Un faretto, la cui luce è filtrata da un filtro di vetro colorato rosso, illumina un piccolo specchio. Lo specchio taglia a metà il cerchio di luce così che uno dei due semicerchi è visibile appena al di sotto della superficie riflettente, mentre l’altra metà si riflette in essa ed è proiettata, ingrandita, sulla parte inferiore della parete opposta. Si viene così a creare un piccolo tramonto, che ricorda il famosissimo The weather project, presentato alla Tate Modern di Londra nel 2003.

8
Your timekeeping window, 2022
24 sfere di vetro
ø 180 cm
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
Ventiquattro sfere di vetro disposte in cerchio sono collocate su una parete che copre una delle finestre del palazzo. La luce proveniente dall’esterno – così come la visione sullo spazio al di là della finestra – diviene visibile solo attraverso le sfere, che agiscono quindi come una lente. Attraverso un processo di rifrazione ottica, ognuna delle ventiquattro sfere restituisce un frammento visivo capovolto dello spazio esterno andando così a creare nell’insieme una nuova immagine dell’ambiente che si trova di fronte al palazzo.
Triple window, 1999
3 faretti, treppiedi, gobo
dimensioni variabili
Private collection; Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin
Creando un dialogo con le installazioni site specific presentate nelle sale precedenti, quest’opera dell’artista del 1999 utilizza tre faretti che proiettano sulla parete motivi rettilinei sovrapposti. Le forme sono create dai gobo, speciali filtri circolari applicati sui faretti, tipici dei proiettori teatrali e cinematografici per ricreare l’effetto di una luce che filtra attraverso una finestra di notte. Grazie alla posizione dei faretti le proiezioni creano l’illusione di una profondità prospettica sulla superficie piana della parete.

9
Beauty, 1993
faretto, acqua, ugelli, legno, tubo flessibile, pompa
dimensioni variabili
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
Fasci di luce colorata brillano in una cortina di nebbia. Questo effetto è creato dalla luce proiettata da un faretto posizionato secondo una specifica angolazione, che si rifrange e si riflette nelle gocce d’acqua, incontrando l’occhio dei visitatori. L’arcobaleno che si crea cambia a seconda della posizione di chi l’osserva: nessun visitatore vedrà lo stesso arcobaleno. Come Eliasson stesso afferma: «si tratta di oscillare avanti e indietro tra due posizioni: vedere l’arcobaleno, non vedere l’arcobaleno, vedere e non vedere». Beauty incarna una fondamentale idea alla base della sua ricerca: ogni spettatore è sempre anche co-produttore dell’opera d’arte.

10
Firefly double-polyhedron sphere experiment, 2020
acciaio inox, filtro di vetro colorato (verde, arancione, giallo, ciano, rosa), specchio, luce LED, motore, vernice (nera)
ø 170 cm
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
La struttura geometrica di quest’opera è il prodotto di decenni di ricerche intraprese dallo Studio Olafur Eliasson. Due poliedri complessi sono incorporati uno nell’altro. Le facce di entrambi sono realizzate in varie tonalità di vetro filtrante a effetto colorato iridescente, un materiale speciale che riflette la luce di un unico colore lasciando passare le altre tonalità. Mentre la forma interna ruota lentamente attorno all’asse centrale, le lastre sovrapposte di vetro policromo producono sfumature in costante mutamento. Piccoli faretti LED montati sul telaio illuminano il centro della scultura e si riflettono nuovamente attraverso gli interstizi della struttura stessa. Le luci, in un’ampia gamma di colori, brillano al suo interno quasi come fossero lucciole e proiettano forme e ombre in costante trasformazione nello spazio circostante.
Colour spectrum kaleidoscope, 2003
filtro di vetro colorato, acciaio inox
180 x 75 x 200 cm
Private collection; Courtesy of the artist, Galería Elvira González, Madrid, and neugerriemschneider, Berlin
Un caleidoscopio esagonale costituito da filtri di vetro colorato riflettenti, in sei diverse sfumature, è montato su un supporto ad altezza degli occhi. Un’estremità termina in una stretta apertura. I visitatori possono accostare l’occhio all’estremità opposta, quella più larga, e osservare l’ambiente circostante e i movimenti degli altri visitatori riflessi in una miriade di colori e sfaccettature.

11
Room for one colour, 1997
luci monofrequenza
dimensioni variabili
Angsuvarnsiri Collection
Le luci monofrequenza collocate sul soffitto della sala emettono una ristretta gamma di luce gialla che limita la percezione del colore dei visitatori alle tonalità del giallo e del nero. Nelle parole dell’artista stesso, l’esperienza «di trovarsi in uno spazio monocromo varia certamente a seconda del visitatore, ma l’impatto più evidente della luce gialla è la consapevolezza che la nostra percezione venga assorbita: diventiamo consapevoli dell’esistenza di un filtro rappresentativo, improvvisamente ci accorgiamo che la nostra vista semplicemente non è oggettiva e con ciò riusciamo a vedere noi stessi sotto una luce diversa».
Più tempo si trascorre in questo spazio, più si cominciano a percepire le sottili variazioni di colore e l’occhio inizia ad adattarsi alla luce giallastra. All’uscita per un istante si percepirà un’immagine residua bluastra.
Strozzina


12
Your view matter, 2022
installazione di realtà virtuale, audio
Commissioned by MetaKovan, courtesy of Metapurse
Your view matter utilizza la tecnologia della realtà virtuale per trasportare i visitatori attraverso sei spazi, cinque hanno la forma di solidi platonici, forme geometriche le cui facce sono costituite da poligoni regolari identici tra loro: il tetraedro, l’ottaedro, l’icosaedro, il dodecaedro e il cubo; il sesto spazio, quello finale, è una sfera.
I visitatori possono esplorare questi spazi virtuali dall’interno, uno dopo l’altro, accompagnati da una colonna sonora minimalista e pulsante creata dall’artista stesso. Le pareti e i soffitti brillano con un effetto moiré cangiante, lo stesso che riconosciamo su schermi video quando differenti immagini di righe o quadrati interferiscono tra loro.
L’effetto moiré si verifica anche nel mondo fisico quando griglie e recinzioni dai motivi simili si sovrappongono. Come nell’installazione del Cortile, i motivi in Your view matter cambiano costantemente col mutare del punto di vista, non appaiono se non ti muovi, ma sono visibili grazie all’incontro tra il corpo fisico del visitatore e lo spazio digitale. L’installazione può essere fruita indossando gli appositi visori VR negli spazi adiacenti, con il supporto del personale di sala.
L’esperienza di Your view matter, oltre che alla mostra – in cui quest’opera è esposta per la prima volta – può essere vissuta sul sito yourviewmatter.art, sia in realtà virtuale che aumentata.
L’opera propone effetti luminosi e intermittenze visive che possono provocare reazioni avverse in persone affette da epilessia fotosensibile, oppure causare cinetosi. L’esperienza è consentita solo a persone di altezza superiore a 102 cm ed è sconsigliata a chi soffra di pressione alta o problemi cardiaci, claustrofobia, lesioni alla schiena, al collo o simili, che abbia problemi respiratori o sensibilità sensoriali, donne in gravidanza oppure persone sotto l’effetto di alcol, droghe o altre sostanze stupefacenti.
13
City plan (hexagonal triangle); City plan (hexagonal wheel); City plan (isometric hexagonal); City plan (isometric pentagonal); City plan (isometric triangle); City plan (rotated hexagonal); City plan (square hexagonal); 2018
tutte le opere: specchio di vetro, vernice (nera), acciaio inossidabile, quotidiani locali
90 x 90 x 3.5 cm cad.
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
Lungo la parete sono installati sette pannelli specchianti, ciascuno decorato da un diverso motivo geometrico formato dalla combinazione di otto variabili in coppie sovrapposte. Le linee sono stampate sulla superficie esterna del vetro, in modo che i motivi e i loro riflessi sul fondo argentato, visti attraverso lo spessore del vetro, creino un gioco ottico. Sostituite ogni mattina, sette prime pagine di diversi giornali locali sono posizionati sulla parete opposta. Attraversando la sala gli spettatori vedono i diversi titoli di quel giorno riflessi negli specchi: il flusso mutevole di informazioni è osservato al contrario, visivamente intrecciato con le linee nere dei motivi astratti.
14
Fivefold dodecahedron lamp, 2006
rame, specchio semitrasparente, acciaio, lampadina, treppiede
190 cm; ø 60 cm
Prova d’artista II
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
La struttura dell’opera, parte di uno studio ancora in corso sull’uso della simmetria poligonale, si basa sulla forma di un dodecaedro di rame al cui interno è inserito un tetraedro in vetro ad alta riflettività. Questi due solidi platonici sono collegati tra loro ai quattro angoli del tetraedro e al centro della scultura è sospesa una lampadina alogena. In un gioco di riflessi e ombre, di interno ed esterno, il vetro riflette il motivo a cinque facce quando la luce è spenta, mentre lo stesso motivo viene proiettato sulle pareti dello spazio circostante quando la luce è accesa.
15
Eye see you, 2006
acciaio inox, alluminio, filtro di vetro colorato, luce monofrequenza
230 x 120 x 110 cm
Prova d’artista I
Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles
Al centro di una superficie concava lucidata a specchio è montata una lampadina a monofrequenza che emette una luce intensa. Davanti alla lampadina sono installati due dischi di vetro dicromatico che cambiano colore a seconda della posizione e del movimento dello spettatore. I visitatori e l’ambiente circostante si riflettono nei dischi di vetro, creando anche un delicato effetto moiré.
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