Il teatro

Fu alla fine del
1913, in seguito alla retrospettiva di Natalia tenutasi a Mosca, che il geniale
impresario teatrale Serge Diaghilev le commissionò i costumi per Le Coq d’or, basato sul poema di Alexander Pushkin e su musica di Nikolai Rimsky-Korsakov, che
sarebbe andato in scena a Parigi nella primavera seguente. Il successo fu
immediato perché la Russia e il suo folclore venivano riletti con forme
moderne.

Foto di Alessandro Moggi

Nel 1915 i costumi
di Liturgie furono affidati da
Diaghilev a Natalia, che si ispirò alla ieraticità delle icone russe, ai
dipinti dei trecentisti toscani e ai mosaici ravennati. L’anno successivo in
Spagna l’artista lavorò ai costumi di Triana:
sebbene anche questo balletto – al pari di Liturgie
– non sia stato portato in scena, l’atmosfera, gli abiti, il flamenco ebbero un
forte impatto su di lei, che in seguito ne trasferì le suggestioni nelle opere
da cavalletto. I sontuosi costumi di Sadko
(1916),su musica di Nikolai Rimsky-Korsakov, ottennero grandi consensi
soprattutto per il fantastico mondo sottomarino dagli evidenti richiami alla
cultura russa. Les Noces, su musica
di Stravinsky, a lungo rielaborato e andato in scena solo nel 1923, fu
certamente il balletto più radicale per
la mancanza di elementi naturalistici e la sobria essenzialità. La fama di Natalia è legata anche all’Oiseau de
feu
(1926), ancora su musica di Stravinsky.

Il video rievoca i Ballets Russes e il loro creatore Serge Diaghilev, unendo immagini, musiche, manifesti, balletti e illustrando scenografie, coreografie, costumi. Fondamentale, in questa nuova forma di spettacolo, la parità tra musica, danza e pittura, con le scene e i figurini, dovuti spesso all’impareggiabile contributo di Natalia, che ne diventano parte integrante.

«Il compito del costume non è quello di vestire, ma piuttosto di materializzare il personaggio immaginato, il suo tipo, il suo carattere».

Natalia Goncharova, Anni Trenta

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