Avvicinare i più giovani ai linguaggi dell’arte contemporanea

Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 Palazzo Strozzi ospita una retrospettiva completa dedicata a Marina Abramović. Ci troviamo di fronte a un gigante dell’arte mondiale che porta a Firenze circa cento opere realizzate nel corso della sua carriera, dagli esordi degli anni Sessanta e Settanta, fino ai lavori realizzati negli anni più recenti. Marina Abramović è un’artista che viene studiata sui libri di scuola e il suo lavoro ha segnato un’intera stagione dell’arte occidentale, quella della performance art. La mostra ospita video, fotografie e oggetti legati alle sue celebri performance, che saranno proposte nuovamente dal vivo all’interno delle sale dell’esposizione da un gruppo di giovani performer formati appositamente per l’occasione.

Per la nostra istituzione la possibilità di poter collaborare con una figura del calibro di Marina Abramović è sicuramente motivo di orgoglio e la mostra conferma l’impegno della Fondazione Palazzo Strozzi nel promuovere i linguaggi artistici del Novecento e dell’arte contemporanea attraverso i suoi principali rappresentanti.

A tale soddisfazione si accompagna però la responsabilità di dover rendere l’arte di questa artista accessibile a ogni tipologia di visitatore, compresi i più giovani. L’avvicinamento all’arte di bambini e adolescenti è uno dei principali obiettivi della Fondazione, e sebbene alcuni contenuti della mostra possano essere considerati sensibili e poco adatti a un pubblico di giovanissimi, abbiamo comunque deciso di tenere fede alla tradizionale apertura di Palazzo Strozzi nei confronti dei più giovani. Questo breve testo costituisce una piccola parte del lavoro che abbiamo fatto per informare genitori, famigliari e insegnanti sulle opportunità di visita della mostra con bambini e ragazzi.

Marina Abramović a Firenze. Le Attività per Bambini: Gruppi Scuola e Famiglie

In occasione della mostra Marina Abramović. The Cleaner invitiamo, come sempre, gli insegnanti della scuola ad accompagnare le proprie classi a Palazzo Strozzi per prendere parte alle attività condotte da educatori esperti. Le visite guidate e i laboratori sono disponibili per le classi della scuola dell’infanzia (dai 4 anni), della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado. Ogni attività proposta prevede percorsi che tengono conto delle diverse età dei partecipanti, ideati per soffermarsi solo sulle opere più significative e adatte all’età dei partecipanti. In occasione della mostra, abbiamo deciso di fornire più informazioni preliminari agli insegnanti, indicando materiali da utilizzare per preparare la classe alla visita e quali opere saranno osservate dal gruppo durante il percorso in mostra. Per i bambini di 4a e 5a elementare sono previsti anche degli incontri in classe preliminari alla visita della mostra per fornire maggiori strumenti interpretativi e per tracciare una relazione tra la performance art e i mezzi artistici più tradizionali e riconoscibili come la scultura e la pittura (Come diventare un’opera d’arte). In generale, la mostra di Marina Abramović fornirà alla scuola un’occasione unica per riflettere sull’uso del proprio corpo e sul suo linguaggio, aspetto che talvolta viene tralasciato dalle programmazioni didattiche, mentre per i più grandi la riflessione si allargherà al tema della diffusione della propria immagine, così importante nell’epoca dei social network.

width=Anche le famiglie potranno partecipare alla mostra attraverso le attività proposte e anche in questo caso la progettazione della visita e del laboratorio creativo che la completa è stata realizzata tenendo in considerazione le differenze di età dei bambini. Per le famiglie con bambini dai 3 ai 6 proponiamo di vistare la mostra partecipando a Oggetti magici (mercoledì pomeriggio, una volta al mese), mentre per coloro che vogliono accompagnare bambini e ragazzi tra i 7 e i 12 anni ogni domenica mattina possono partecipare al laboratorio Vestirsi d’energia. Nel corso di queste attività adulti e bambini potranno condividere un momento creativo prendendo spunto dall’osservazione di alcune opere selezionate nel percorso della mostra.

Per la prima volta inoltre è stato creato uno specifico materiale dedicato a giovani e adulti (da 14 anni in su), il Kit Mostra.

Il Kit è composto da un libro con approfondimenti sull’artista e piccoli esercizi da fare nelle sale per avvicinarsi all’arte performativa. Il Kit è gratuito e sempre disponibile al Punto Info della mostra.

L’importanza di un percorso

L’allestimento della mostra prevede che le opere più forti, quelle legate alla fase degli anni Settanta, siano esposte nel piano della Strozzina. Pur invitando chiunque a partecipare alla mostra, sconsigliamo la visita di questa sezione ai minori di 14 anni non accompagnati da un adulto. Lo stesso vale per una saletta del piano nobile, il cui accesso sarà vietato ai minori di 18 anni. Tutti i percorsi per scuole e famiglie si svolgono al Piano Nobile della mostra dove sono ospitate le opere realizzate dalla fine degli anni Settanta agli anni Duemila, cioè dalla fase del rapporto artistico e sentimentale tra Marina Abramović e il compagno Ulay fino ai capolavori più recenti come The Artist is Present e le opere interattive in cui il visitatore viene chiamato a prendere parte all’opera.

“Marina Abramović. The Cleaner”. Una mostra per tutti

Per la nostra istituzione e per il pubblico fiorentino e italiano la mostra Marina Abramović. The Cleaner è un’occasione irripetibile di incontro con un’artista fondamentale del nostro tempo, così come lo sono state recentemente le mostre di Ai Weiwei e Bill Viola tenutesi a Palazzo Strozzi rispettivamente nel 2016 e 2017.

La mostra di Marina Abramović a Firenze ci pone nuovamente di fronte a delle questioni a cui è necessario rispondere attraverso un lavoro di progettazione: come possiamo rendere l’incontro tra le sensazionali opere di Marina Abramović e il pubblico ancora più significativo? Come possiamo rendere il contesto dell’esperienza adatto a tutte le diverse tipologie di persone che quotidianamente entrano a Palazzo Strozzi?

Per rispondere a queste domande è opportuno considerare quella che è la missione di un’istituzione come la Fondazione Palazzo Strozzi: rendere l’arte accessibile al più ampio numero di persone possibile tenendo presente la diversità di ogni visitatore.

Cosa può offrire la mostra, per esempio, a una scuola, a un gruppo di adolescenti, a degli studenti universitari, a una famiglia, a una persona con disabilità? È necessario essere consapevoli e prepararsi alle diverse sensibilità, al diverso bagaglio di informazioni, alle diverse necessità del visitatore della mostra.

Tenendo chiaro in mente il nostro obiettivo, abbiamo deciso di non farci spaventare dal contenuto talvolta forte di alcune delle opere esposte, mantenendo tutta l’offerta per il pubblico che caratterizza le mostre di Palazzo Strozzi e rilanciando con nuovi progetti. Questo ha richiesto un lavoro diverso di progettazione delle attività e la preparazione di percorsi appositi che permettano anche alle categorie di pubblico più sensibili a certi contenuti di accedere alla mostra.

I nuovi progetti EDU dedicati alla mostra

width=Le famiglie con bambini trovano anche per questa mostra un calendario di attività a loro dedicate con i laboratori Oggetti magici (per famiglie con bambini tra i 3 e i 6 anni) e Vestirsi d’energia (per famiglie con bambini tra i 7 e i 12 anni).

In occasione della mostra di Marina Abramović, l’offerta di visite guidate e laboratori per le scuole, dall’infanzia all’università, è stata potenziata e diversificata con nuove attività in classe per la scuola primaria (Come diventare un’opera d’arte) e una nuova proposta con laboratorio in mostra dedicata agli studenti della scuola superiore che saranno invitati a sperimentare l’uso del proprio corpo per avvicinarsi ulteriormente alle opere di Marina Abramović (Corpi in azione).

Il Kit mostra, sempre disponibile gratuitamente al Punto Info, è stato pensato stavolta per adulti e giovani dai 14 anni in sù che, da soli o in gruppo, avranno voglia di mettersi in gioco e visitare la mostra con uno strumento inteso per stimolare l’approfondimento dei contenuti e l’interazione con le opere.

Proseguono anche i progetti speciali di accessibilità dedicati a persone con disabilità come Connessioni, A più voci (per persone con Alzheimer e chi se ne prende cura) e Sfumature, per ragazzi con disturbi dello spettro autistico). A questi si aggiunge un nuovo progetto, Corpo libero. Vivere l’arte con il Parkinson, dedicato alle persone con Parkinson che prende avvio proprio in occasione della mostra di Marina Abramović. Una nuova scommessa di Palazzo Strozzi che non poteva trovare contesto più adatto per trovare il suo inizio.

Per scoprire queste e tutte le altre proposte per il pubblico legate alla mostra Marina Abramović. The Cleaner vi invitiamo a visitare la sezione Educazione.

Marina Abramović a Firenze

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Palazzo Strozzi ospita per la prima volta in Italia una retrospettiva completa delle opere di Marina Abramović, che è considerata universalmente uno degli artisti viventi più rappresentativi della performance art. Ci troviamo di fronte a un’artista che a partire dagli anni Settanta ha lasciato un segno evidente nella scenario artistico mondiale e il suo lavoro viene spesso preso come esempio di riferimento da artisti di tutto il mondo che oggi hanno l’opportunità di formarsi attraverso il suo metodo.

La fama di Marina Abramović deriva anche dal suo status di artista che è riuscita a fuoriuscire dai circuiti talvolta ristretti dell’arte, avvicinando attraverso le suo opere così toccanti quella larga fascia di pubblico che non frequenta abitualmente il mondo dell’arte contemporanea. Il motivo di questo successo dipende da fattori diversi, tra cui la capacità di promuovere la sua figura attraverso eventi espositivi di prim’ordine come la mostra organizzata dal MoMA di New York nel 2010, The Artist Is Present, a cui è seguita la distribuzione al cinema del noto documentario che ne riprende il titolo. Ma il motivo principale della sua fama risiede sicuramente nel modo in cui quest’artista ha saputo utilizzare la propria immagine, il proprio corpo e la propria storia personale all’interno dei sui lavori, tramite i quali stabilisce con i visitatori delle sue mostre un rapporto speciale basato sull’empatia.