Tante mostre per un Palazzo unico

Palazzo Strozzi è un luogo molto speciale nel panorama culturale italiano.

Simbolo dell’architettura rinascimentale a Firenze, la prima pietra del palazzo fu gettata all’alba del 6 agosto 1489 per volere di Filippo Strozzi che morì prima che il palazzo fosse ultimato. Rappresenta l’esempio perfetto dell’ideale dimora signorile del Rinascimento e nel complesso appare come una piccola fortezza nel cuore della città. Il palazzo rimase proprietà della famiglia Strozzi fino al 1937, anno in cui fu acquistato dall’Istituto Nazionale delle Assicurazioni, e successivamente ceduto allo Stato nel 1999, che lo ha dato in concessione al Comune di Firenze. Dalla Seconda Guerra Mondiale Palazzo Strozzi è stato considerato lo spazio più importante a Firenze per le grandi mostre temporanee.

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Questa infatti è la particolarità che differenzia Palazzo Strozzi rispetto alla maggior parte delle istituzioni culturali italiane: Palazzo Strozzi non è un “museo”, non ospita una collezione di opere d’arte permanente, ma è un luogo in cui diverse mostre temporanee si succedono fra di loro. Le opere qui esposte provengono ogni volta da diversi musei internazionali o dalle dimore dei prestatori privati, che hanno la fortuna di essere i custodi di questi capolavori.

width=Le sale dell’ultima mostra a Palazzo Strozzi Il Cinquecento a Firenze (21 settembre 2017-21 gennaio 2018)

All’interno degli spazi del Piano Nobile e delle antiche cantine della Strozzina, con una superficie espositiva di oltre 2000 metri quadri, ogni anno la Fondazione Palazzo Strozzi produce e organizza mostre, eventi ed installazioni che spaziano dall’archeologia al Rinascimento fino all’epoca moderna e all’arte contemporanea. La durata di queste esposizioni è quindi limitata nel tempo.

width=Vedute della mostra Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim a Palazzo Strozzi (19 marzo-24 luglio 2016)

In occasione di ogni evento espositivo il palazzo si trasforma.
Sono tantissimi i professionisti che con il loro impegno e lavoro contribuiscono a realizzare quella che sembra quasi una “magia”, modellando e quasi rivoluzionando gli spazi interni in accordo con le tematiche specifiche di ciascuna mostra.

width=La mostra Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico a Palazzo Strozzi (14 marzo-21 giugno 2015)

 

width=Le sale della mostra a Palazzo Strozzi Ai Weiwei. Libero (23 settembre 2016-22 gennaio 2017)

 

Se siete curiosi di scoprire come verranno trasformati gli spazi di Palazzo Strozzi in occasione della prossima mostra Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano, potrete scoprirlo di persona dal 16 marzo!

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Riconoscere i finti eventi su Facebook – Frida Kahlo e gli altri

Negli ultimi giorni è circolato su Facebook un evento che invita a visitare una mostra dedicata a Frida Kahlo a Palazzo Strozzi. Vi comunichiamo ufficialmente che si tratta di un falso evento, una bufala, un altro fake fra i tanti che ultimamente popolano il canale social più utilizzato in Italia.

Basta infatti fare una veloce ricerca per scoprire decine di questi eventi che spaziano dai finti concerti – ad esempio l’annuncio dei Foo Fighters o di Robbie Williams a Firenze – alle finte visite guidate notturne al Corridoio Vasariano, fino alle finte mostre come nel nostro caso o della mostra interattiva su Van Gogh al Museo del Novecento.

Lo scopo di questi finti eventi è quello di raccogliere il maggior numero di partecipanti con un evento di grande richiamo per poi probabilmente trasformarli in eventi di tutt’altra natura o acquisire i dati degli utenti per poi rivenderli. Il fenomeno si è diffuso ampiamente in Toscana, con finti eventi organizzati a Prato e a Firenze da pagine come “Made in Prato”, “Firenze Vista di Notte”, “Firenze NotteTempo”, “La Firenze Eventi” o “Made Firenze”.

width=width=width=Ma come poter riconoscere questi falsi eventi che vanno ad incidere sul nostro tempo e sulla credibilità delle istituzioni incosapevolmente coinvolte?
Ecco tre consigli che possono aiutarvi per orientarvi in un’epoca di informazioni imprecise e di persone che non hanno di meglio da fare che ingannare gli altri.

  1. Verificate sempre i canali ufficiali
    L’evento promuove la visita ad una mostra a Palazzo Strozzi? Verificate sul sito o sulla pagina facebook ufficiale se l’informazione è verosimile. Nel nostro caso noterete che non c’è nessuna mostra in programma dedicata a Frida Kahlo.
    Anche nel caso di concerti o spettacoli verificate le date pubblicate sui siti ufficiali dei cantanti o dei performer.

2. Controllate l’organizzatore
Se vi interessa l’evento vale la pena perdere 5 minuti per controllare la pagina dell’organizzatore dell’evento. Non lasciatevi ingannare dalla denominazione, infatti è facilissimo creare una pagina come appunto “La Firenze Eventi”, piuttosto osservate il numero dei fan: sono pochi? Forse gli organizzatori hanno appena iniziato, o forse il profilo è nuovo perché dopo la precedente bufala hanno dovuto ricominciare con una nuova identità.
Stanno promuovendo una mostra o una visita culturale e sulla pagina non c’è o quasi attività oppure ci sono promozioni di tutt’altro tipo? Anche questo è un segnale che dovrebbe insospettire.

3. Fate domande
Se la pagina vi sembra corrispondere a quella di un’organizzazione seria sicuramente troverete i dati per contattarla e chiedere ulteriori informazioni. Osservate inoltre come hanno risposto agli altri utenti che hanno chiesto maggiori dettagli: in modo vago, non hanno risposto affatto, oppure hanno addirittura disattivato la possibilità di commentare l’evento? Sono tutti segnali tipici dei creatori di eventi falsi dai quali è meglio diffidare.

Infine vi invitiamo a segnalare a Facebook le pagine che pubblicizzano i falsi eventi. Si tratta infatti di azioni che oltre ad ingannare le persone, screditano istituzioni e organizzazioni che svolgono il proprio lavoro con serietà e passione.

Giulia Sabattini
Comunicazione Online, Fondazione Palazzo Strozzi

Il disallestimento di Ai Weiwei. Libero

Quando una mostra temporanea chiude, il lavoro non è finito. Anzi, inizia una nuova fase del progetto, l’ultima, spesso complessa e delicata quanto la preparazione dell’esposizione stessa.
Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato sui nostri canali social alcune fasi dello smontaggio di Ai Weiwei. Libero (Palazzo Strozzi, 23 settembre 2016-22 gennaio 2017).

Disallestire una mostra implica due settimane di intenso lavoro: dalla verifica dello stato di conservazione delle opere, alla loro movimentazione e al loro imballaggio. L’obiettivo è di affidarle in sicurezza alla ditta che si occuperà di trasportarle a destinazione, rispettando il calendario di spedizione.
Allo stesso tempo, significa anche la fine di un grande lavoro, di un progetto a cui sono state dedicate moltissime ore, l’addio a dei capolavori che sono stati i compagni di avventura per mesi.

width=Il cortile di Palazzo Strozzi con e durante lo smontaggio dell’installazione Refraction (Rifrazione), costituita da cucine solari assemblate a formare un’ala.

 

width=I 1500 granchi di fiume in porcellana dell’opera He Xie sono stati prima divisi per tipologia, poi imballati singolarmente e infite collocati nelle scatole in piccoli gruppi.

 

width=L’installazione Stacked (Impilate), presentata in un allestimento site-specific per Palazzo Strozzi, era costituita da novecentocinquanta biciclette.

 

width=La sala Renaissance durante la mostra e in fase di smontaggio. La sala era dedicata alla rilettura del Rinascimento italiano da parte di Ai Weiwei: i poliedri Divina Proportio (Divina proporzione) e Untitled – Wooden Ball (Senza titolo – Palla di legno) evocano i disegni eseguiti da Leonardo da Vinci per illustrare il trattato De divina proportione di Luca Pacioli del 1497, anche se prima fonte d’ispirazione è uno dei giochi dei gatti che popolano il suo studio di Pechino.
I ritratti in LEGO proseguono la serie dedicata ai dissidenti politici. Nella prima foto da sinistra il ritratto di Filippo Strozzi, di Dante e di Galileo Galilei.

 

width=Le fasi del disallestimento dell’opera Souvenir from Shanghai (Souvenir da Shanghai) costituita da cemento e mattoni provenienti dello studio dell’artista distrutto a Shanghai dalle autorità cinesi nel 2011, posti a incorniciare il telaio di un letto della dinastia Qing.

 

width=La sala Mythologies, dedicata a figure della cultura cinese, durante la mostra e in fase di smontaggio.

 

width=La prima fase del trasporto dell’opera Crystal Cube (Cubo di cristallo) appartenente alla serie con cui Ai Weiwei – traendo ispirazione dalla scultura minimalista degli anni sessanta – ripropone un cubo utilizzando i materiali della tradizione cinese: tè, ceramica, marmo, ebano. Crystal Cube, del peso di oltre due tonnellate, è stata la riproduzione più complessa realizzata finora.

 

Alla fine dell’intero processo lo spazio espositivo deve essere lasciato perfettamente libero, pronto per accogliere la prossima mostra.
Fra poco infatti inizieranno i lavori di allestimento della mostra Bill Viola. Rinascimento elettronico, continuate a seguirci!

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