Palazzo Strozzi è uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale fiorentina, emblema della potenza e dell’ambizione della famiglia Strozzi e oggi luogo dinamico in cui il patrimonio storico dialoga con l’arte e la cultura contemporanea
Lo stemma Strozzi, d’oro alla fascia di rosso caricata di tre mezze lune crescenti d’argento, richiama le origini antiche della casata, forse longobarde o romane, e il legame con Fiesole, la cui impresa civica presenta il crescente lunare. Trasferiti a Firenze nel XIII secolo, gli Strozzi divennero uno dei lignaggi più numerosi e influenti della città, protagonisti della vita politica, sociale ed economica per secoli.
Filippo Strozzi il Vecchio (1428-1491), dopo venticinque anni di esilio imposto dai Medici, tornò a Firenze nel 1466 con l’obiettivo di ristabilire il prestigio familiare, costruendo una solida rete di relazioni con le principali corti europee. Dedicò gli ultimi anni alla costruzione del proprio palazzo, concepito come simbolo di rinascita e longevità della casata e accompagnato da imprese artistiche come la cappella in Santa Maria Novella e il monumento funebre scolpito da Benedetto da Maiano.
La costruzione di Palazzo Strozzi iniziò il 6 agosto 1489, all’alba, sotto il segno del Leone, dopo un lungo processo di acquisizione dei lotti “nel più comodo e più bel sito della città”, all’incrocio tra le attuali via Tornabuoni e via Strozzi. Il cantiere, documentato nei Libri della muraglia, coinvolse architetti di primo piano come Giuliano da Sangallo e Simone del Pollaiolo detto il Cronaca, che definirono un progetto esemplare di dimora signorile rinascimentale.
L’edificio si caratterizza per la pianta regolare e simmetrica, il bugnato digradante, le ampie bifore e il cortile colonnato che rielabora e innova i modelli precedenti, in particolare quello di Palazzo Medici. Nonostante le volontà testamentarie di Filippo il Vecchio, alla sua morte la facciata sud e metà del cornicione rimasero incompiuti, segno anche delle difficoltà politiche della famiglia in età medicea.
Nel 1538 il palazzo passò ai rami filomedicei della famiglia Strozzi che continuarono a distinguersi tra Firenze, Roma e la Francia attraverso titoli, patrimoni e attività di mecenatismo. Tra Settecento e primo Novecento gli Strozzi, pur in un quadro di crescenti difficoltà economiche, mantennero vivo il legame con il palazzo con restauri e iniziative culturali.
Nel 1937 l’edificio fu acquistato dall’Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA), che avviò profondi restauri culminati nel 1940 con la Mostra del Cinquecento Toscano, segnando la trasformazione di Palazzo Strozzi nel principale spazio espositivo della città. Oltre alla ormai storica presenza del Gabinetto G. P. Vieusseux e dell’Istituto di Studi sul Rinascimento (dal 1940), accoglie dal 2006 la Fondazione Palazzo Strozzi e dal 2014 la sede fiorentina della Scuola Normale Superiore di Pisa.
Grazie alla procedura di federalismo culturale, dal 2024 il Palazzo è di proprietà del Comune di Firenze, ponendo la Fondazione Palazzo Strozzi al centro di un più ampio progetto di valorizzazione dell’immobile e di promozione di attività espositive e culturali.
Palazzo Strozzi si afferma oggi come uno dei simboli più iconici della Firenze rinascimentale, testimone di storia, cultura e innovazione, che continua a svolgere un ruolo centrale nella vita culturale della città.