Un viaggio tra Rinascimento e Web 3.0

Palazzo Strozzi è stata la casa di due grandi rivoluzioni del mondo dell’arte negli ultimi mesi: quella del Rinascimento e quella degli NFT. Le mostre Donatello, il Rinascimento e Let’s Get Digital! hanno messo in dialogo l’arte del passato con l’arte del futuro e hanno saputo conquistare tutti, dalla critica al grande pubblico. Sono stati 150.000 i visitatori per la grande esposizione dedicata a Donatello, “il maestro dei maestri”, e 25.000 per il progetto che ha portato negli spazi della Strozzina e del cortile l’arte degli NFT.

La rivoluzione del Rinascimento: Donatello, il Rinascimento

Donatello, il Rinascimento, la prima e più completa retrospettiva mai realizzata dedicata all’artista padre del Rinascimento, ha proposto un viaggio attraverso Palazzo Strozzi e il Museo Nazionale del Bargello ripercorrendo la vita e la fortuna di Donatello. In 135 giorni di apertura, la mostra è stata visitata da 150.000 persone a Strozzicirca 117.000 al Museo Nazionale del Bargello, diventando una delle mostre di arte antica più visitata della storia di Palazzo Strozzi.

Donatello, il Rinascimento è stata acclamata fin dalla sua apertura dalla stampa nazionale e internazionale per lo straordinario percorso, gli studi e i confronti proposti, gli eccezionali prestiti provenienti da istituzioni di tutto il mondo e gli importanti restauri realizzati che hanno permesso lo spostamento per la prima volta nella storia di alcune opere dalla loro sede originale. L’esposizione ha collezionato numerose recensioni dal New York Times, dal Times, dal Wall Street Journal e dal Financial Times, il quale ha incoronato il catalogo della mostra edito da Marsilio Arte come miglior volume del 2022.

Tra i visitatori degli ultimi giorni, la mostra è stata apprezzata da grandi personaggi come Nancy Pelosi, speaker della Camera dei deputati degli Stati Uniti, o la star di Hollywood Leonardo Di Caprio che ha fatto tappa a Palazzo Strozzi appositamente per visitare questa eccezionale esposizione, e da grandi nomi dell’arte come Jeff Koons che, ripercorrendo gli spazi che solamente sei mesi fa ospitavano la sua mostra Jeff Koons. Shine, è stato colpito dai capolavori di uno scultore che ha segnato l’arte di tutti i tempi e che egli ritiene una pietra miliare della propria formazione.

Dopo Firenze, una parte delle opere sarà esposta dal 2 settembre 2022 alla Gemäldegalerie di Berlino e nella primavera 2023 al Victoria & Albert Museum di Londra, in versioni distinte, ma complementari dell’esposizione.

La mostra oltre la mostra: Donatello in Toscana

Nella tradizione del Fuorimostra di Palazzo Strozzi è stato realizzato il progetto Donatello in Toscana che ha proposto sotto forma di una mappa fisica e digitale un viaggio tra le opere di Donatello conservate nella regione. Il progetto, promosso e organizzato da Fondazione Palazzo Strozzi con il contributo di Città Metropolitana di Firenze e Beyfin S.p.A con media partner La Nazione, ha visto anche la pubblicazione del volume Donatello in Toscana– Itinerari, edito da Marsilio Arte e a cura di Francesco Caglioti: una guida alla scoperta di Donatello nello straordinario “museo diffuso” toscano.

Analisi del pubblico di Donatello, il Rinascimento

Si registra il grande ritorno dei turisti, sia italiani che stranieri (44% del totale visitatori), seguito dagli escursionisti (che hanno visitato Firenze in giornata, pari al 33%) e dal pubblico locale (23%). Tra i visitatori turisti ed escursionisti il 70% (pari a circa 80.000 persone) è venuto a Firenze per visitare la mostra a Palazzo Strozzi generando un significativo impatto economico sul territorio. Questo dato conferma il ruolo di Palazzo Strozzi nella valorizzazione di Firenze e la Toscana attraendo pubblico nazionale e internazionale e creando con la cultura valore economico per il territorio

Emerge l’altissimo gradimento della mostra, con il 98% dei visitatori che si dichiarano pienamente soddisfatto dell’esperienza.

La rivoluzione degli NFT: Let’s Get Digital!

Let’s Get Digital! ha portato negli spazi della Strozzina e del cortile di Palazzo Strozzi la rivoluzione degli NFT e delle nuove frontiere dell’arte digitale attraverso le opere di Refik Anadol, Anyma, Daniel Arsham, Beeple, Krista Kim e Andrés Reisinger. Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati e curata da Arturo Galansino e Serena Tabacchi, la mostra ha proposto uno sguardo su un movimento in piena evoluzione e trasformazione, che costituisce il punto di partenza per una sempre più accelerata commistione tra estetica e nuove tecnologie. In solo due mesi e mezzo di apertura Let’s Get Digital! è stata visitata da oltre 25.000 visitatori, diventando un caso nazionale e testimoniando il grande interesse per il fenomeno NFT. 

Analisi del pubblico di Let’s Get Digital!

Da una prima analisi del pubblico emerge una grande partecipazione dei visitatori locali (40%), seguiti dai turisti italiano e stranieri (37%) e dagli escursionisti (33%). Oltre l’85% dei visitatori si sono dichiarati pienamente soddisfatti dell’esperienza, e l’86% ha dichiarato di aver conosciuto il fenomeno degli NFT e quello della Criptoarte grazie a questa mostra.

Un connubio l’arte del passato con l’arte del futuro

Palazzo Strozzi si conferma come laboratorio unico di ricerca e sperimentazione delle arti. Il connubio Let’s Get Digital!Donatello, il Rinascimento è stata una scelta vincente confermata dall’apprezzamento del pubblico e dalla critica internazionale. Dal Rinascimento all’arte digitale d’avanguardia, le due mostre singolarmente sono state capaci di stimolare e di far conoscere nuovi artisti e temi. Oltre il 50% dei visitatori della mostra Let’s Get Digital! ha infatti scelto di visitare anche la mostra dedicata al grande maestro del Rinascimento, testimoniando come i netti confini tra arte del passato e arte del futuro siano labili e porosi.

Una lettera d’amore. Ispirata dalla Madonna Pazzi

Su invito di Marsilio Arte, Annalena Benini, giornalista e scrittrice e direttrice della rivista Review del Foglio, si è lasciata guidare dalla Madonna Pazzi di Donatello (conservata a Berlino ed esposta a Palazzo Strozzi in occasione della mostra Donatello, il Rinascimento). Annalena Benini racconta del legame personalissimo e universale che lega la Madonna e il Bambino.

Cara mamma,

ti ho chiesto scherzando che cos’è l’amore e tu non hai avuto dubbi: l’amore che attraversa il tempo, lo spazio, il bronzo, il marmo, è fermato per sempre nell’amore della Madonna che guarda il suo bambino. Dovevo immaginarlo, da quando sono piccola e ti seguo nelle città, nei paesini, nelle chiese e nei musei, ti fermi sempre a guardare una Madonna col bambino.

Una me l’hai perfino regalata, quando sono rimasta incinta di mia figlia. Era di mia nonna, tua madre. Il protendersi del collo e degli occhi, il continuo scendere e salire per ritrovarsi alla stessa altezza, il desiderio di non staccarsi mai e di leggere nello sguardo la purezza di un legame carnale e al tempo stesso ultra terreno. Che non può finire, che parte dal corpo e si diffonde nello spirito, o viceversa, a seconda di chi osserva o di chi guarda distratto, ma non può non capire: madre e figlio, l’inizio del mondo. L’atto d’amore primario, originario.

Quanto tempo abbiamo passato, mamma, a guardarci gli occhi, le guance, quanto tempo ho passato a metterti le mani sulla faccia per poi perderne il ricordo? La forza esiste e non sa ancora parlare ma guarda, apre la bocca, protende le braccia, ha un profumo inebriante, si dimenticherà tutto ma adesso la sua pelle, a contatto con la nostra pelle, sprigiona l’energia del mondo intero.

Può l’arte restituirci tutto questo? Può, perché mostra due esseri umani nel momento in cui umano e divino si toccano. Il movimento di quello sguardo è un movimento divino, il protendersi degli occhi negli occhi è la prova di un amore che attraverso la madre e il suo bambino si sprigiona anche oltre i loro corpi, la loro unione, e ci avvolge e ci chiama, ci chiede: e voi, voi lo sapete che cos’è l’amore?

Cara mamma, avevi ragione tu: è qui l’amore.

Donatello, Madonna col Bambino (Madonna Pazzi), 1420-1425 circa, Staatliche Museen zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz. Skulpturensammlung und Museum für Byzantinische Kunst. Photo Antje Voigt 

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In copertina: Donatello, Madonna col Bambino (Madonna Pazzi), 1420-1425 circa, Staatliche Museen zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz. Skulpturensammlung und Museum für Byzantinische Kunst. Photo Antje Voigt