Ultimi giorni per Il Cinquecento a Firenze e Utopie Radicali

Domenica 21 gennaio sarà l’ultimo giorno di apertura per le mostre in corso in questo momento a Palazzo Strozzi. Restano quindi pochissimi giorni per visitare Il Cinquecento a Firenze e Utopie Radicali, due mostre molto diverse fra loro ma entrambe imperdibili.

width=Il Cinquecento a Firenze. Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna, a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali, permette un dialogo tra eccezionali opere sacre e profane, di cui numerose saranno restaurate per l’occasione, di artisti come Michelangelo, Bronzino, Giorgio Vasari, Rosso Fiorentino, Pontormo, Santi di Tito, Giambologna, Bartolomeo Ammannati.
Ultimo atto d’una trilogia di mostre sull’arte fiorentina del Cinquecento, iniziata con Bronzino nel 2010 e Pontormo e Rosso Fiorentino nel 2014 la mostra affronta attraverso opere pittoriche e scultoree lo sviluppo dell’arte fiorentina nella seconda metà del XVI secolo, una straordinaria stagione ricca di cultura e di estro intellettuale, segnata dalla Controriforma del Concilio di Trento e dalla figura di Francesco I de’ Medici, uno dei più geniali rappresentanti del mecenatismo di corte in Europa.

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La mostra Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976, ospitata negli spazi della Strozzina, celebra la straordinaria stagione creativa fiorentina del movimento radicale tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento.
Il percorso riunisce per la prima volta in un’unica mostra le opere visionarie di gruppi e personalità come Archizoom, Remo Buti, 9999, Gianni Pettena, Superstudio, UFO e Zziggurat, in un caleidoscopico dialogo tra oggetti di design, video, installazioni, performance e narrazioni capaci di raccontare un altro mondo possibile, un’utopia critica che ha avuto il merito di rompere con lo status quo di quegli anni, rendendo Firenze il centro di una rivoluzione di pensiero che ha segnato lo sviluppo delle arti a livello internazionale.

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Giovedì 18 gennaio, in concomitanza con l’ultima giornata di apertura serale fino alle ore 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00) si terrà il Giovedì per i Giovani.
Una serata diversa dal solito in cui le mostre si animeranno grazie alla presenza di un gruppo di guide molto speciali: gli studenti del Liceo Artistico di Porta Romana (Firenze) e dell’Istituto Ernesto Balducci (Pontassieve, FI) che saranno disponibili a fornire informazioni sulle opere del percorso espositivo.
L’attività è gratuita con il biglietto di ingresso delle mostre.

Ricordiamo inoltre che giovedì dalle ore 18.00 i giovani fino ai 26 anni e gli studenti universitari potranno visitare entrambe le mostre con uno speciale biglietto congiunto a € 5,00.

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Per chi invece volesse visitare le mostre con una delle nostre guide è possibile farlo partecipando alle visite organizzate per singoli visitatori.
Per la mostra Il Cinquecento a Firenze le visite sono previste giovedì 18 gennaio alle 16.00 e alle 18.00, il costo è di € 10,00 oltre al biglietto di ingresso.
Per info e prenotazioni
da lunedì a venerdì
9.00-13.00; 14.00-18.00
Tel. 055 2469600
prenotazioni@palazzostrozzi.org

Per la mostra Utopie Radicali la visita si terrà domenica 21 gennaio alle 16.30.
La visita è gratuita e senza prenotazione fino a esaurimento dei posti. Non comprende il biglietto d’ingresso.

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In questi ultimi giorni di mostra è molto probabile che ci sia un’affluenza straordinaria di visitatori. Se volete evitare qualsiasi coda ed entrare direttamente nelle mostre, è possibile acquistare i biglietti online.

Scopri i vantaggi per chi conserva i biglietti delle mostre

Continuano i vantaggi per chi conserva i biglietti delle mostre di Palazzo Strozzi. Tantissime sono infatti le agevolazioni per chi visita Il Cinquecento a Firenze e Utopie Radicali in corso a Palazzo Strozzi fino al 21 gennaio 2018, in un itinerario ricco di collaborazioni con musei, istituzioni culturali, teatri e partner locali.

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Fra questi vantaggi, i possessori dei biglietti delle mostre e gli Amici di Palazzo Strozzi avranno diritto al biglietto ridotto fino al 25% per gli spettacoli della Stagione 2017/2018 presso il Teatro della Pergola ad esclusione della domenica, e sulle attività museali e per famiglie. Inoltre è previsto uno sconto sui biglietti della rassegna dedicata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico presso il Saloncino della Pergola (dall’11 al 25 gennaio 2018).
Allo stesso modo i possessori del biglietto o abbonamento della stagione 2017/2018 del Teatro della Toscana godranno di una riduzione sul biglietto d’ingresso a Il Cinquecento a Firenze a Palazzo Strozzi (€ 9,50 invece di € 12,00).

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Fondazione Palazzo Strozzi e Museo Salvatore Ferragamo propongono una speciale convenzione nel segno dell’arte: i possessori del biglietto delle mostre a Palazzo Strozzi potranno accedere al Museo con uno sconto del 50%, mentre i visitatori del Museo Salvatore Ferragamo godranno della riduzione di prima fascia sul biglietto d’ingresso a Il Cinquecento a Firenze e Utopie Radicali.

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Speciali sconti sono inoltre riservati ai possessori del solo biglietto della mostra Il Cinquecento a Firenze, i quali potranno visitare il Museo di Palazzo Vecchio al prezzo ridotto di € 8,00 invece di € 10,00, e la mostra Vasari, Jacone e la maniera bizzarra alla Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo con biglietto scontato di € 3,00 invece di € 5,00.

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Mercato Centrale Firenze e Palazzo Strozzi rafforzano il loro legame in occasione della mostra Utopie Radicali, che fino al 21 Gennaio 2018 sarà visitabile negli spazi della Strozzina.
Proprio in occasione della mostra, al Mercato Centrale Firenze sarà esposta una installazione della serie Urboeffimeri di UFO, il gruppo più ironico e dirompente nello scenario dell’architettura radicale fiorentina, fondato nel 1967 sull’onda della contestazione studentesca che coinvolse la facoltà di architettura di Firenze.

Nell’ambito di questa collaborazione, i visitatori di Palazzo Strozzi riceveranno una mappa delle botteghe del mercato e avranno diritto ad un calice di vino da consumare all’interno del Mercato Centrale. Per tutti gli ospiti del Mercato Centrale sarà possibile ritirare presso l’infopoint uno sconto del 20% sull’acquisto del biglietto delle mostre.

 

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Tanti altri vantaggi, riduzioni e occasioni vi aspettano fino alla chiusura delle mostre, trovate tutti gli aggiornamenti alla pagina dedicata.

Orari mostre
Il Cinquecento a Firenze tutti i giorni inclusi i festivi dalle ore 10.00 alle ore 20.00, ogni giovedì dalle ore 10.00 alle ore 23.00
Utopie Radicali tutti i giorni inclusi i festivi dalle ore 12.00 alle ore 20.00, ogni giovedì dalle ore 10.00 alle ore 23.00
La biglietteria chiude un’ora prima delle sale.

 

Utopie Radicali. Oltre l’architettura

Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976 presenta per la prima volta insieme tutti gli architetti radicali di Firenze, a mezzo secolo di distanza dalla loro nascita e diffusione tra 1966 e 1976. Questa generazione di artisti, inizialmente studenti legati principalmente alla facoltà di Architettura di Firenze, è la prima in Italia a portare avanti una nuova visione della disciplina architettonica, alla ricerca di un inedito connubio tra l’utopia architettonica e la ricerca basata sulle tecnologie più avanzate. width=
In diverse occasioni l’attività espositiva di Palazzo Strozzi ha toccato il tema della Firenze del dopoguerra
, un periodo in cui la nostra città era culturalmente vivacissima e contraddittoria. Nella mostra del 2016 su La grande arte dei Guggenheim, abbiamo visto come in Strozzina, nel 1949, venne presentata quasi in anteprima per l’Italia la collezione di Peggy Guggenheim, e come questa venne accolta con perplessità e ironia dalla gran parte dei fiorentini. Con la stessa circospezione, negli anni Settanta, il mondo culturale locale guardò all’esperienza di art/tapes/22, l’innovativo centro di video arte che portò in città molti artisti di calibro internazionale, tra cui il giovanissimo Bill Viola, come abbiamo raccontato nell’appena conclusa mostra Bill Viola. Rinascimento elettronico.

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Queste due recenti esposizioni di Strozzi hanno rappresentato un ottimo preambolo per calarsi nell’atmosfera rievocata da Utopie Radicali.
Il movimento dell’architettura radicale nasce nella Facoltà fiorentina in quel 1966 segnato in città dal disastro dell’alluvione, da cui si è ripartiti per una riconsiderazione degli spazi urbani, e ha incontrato le provocazioni e il fermento del Sessantotto. In quelle aule, straordinario laboratorio ideale, è maturata una tendenza che, non solo in Europa, aveva già manifestato la necessità di un ripensamento della disciplina architettonica, che venne riformulata dando origine a un’architettura “spontanea” anche attraverso ironici happening che volevano, anche politicamente, riappropriarsi degli spazi pubblici.

Il pensiero critico dell’utopia radicale non è stato fenomeno locale, essendosi disseminato in ambito internazionale e diventando promotore dell’abbattimento delle frontiere disciplinari grazie a connessioni tra arti visive, musica e letteratura. Il movimento si è inoltre sviluppato in maniera spontanea, in un “ordinato disordine”, in una “ribellione pensata”, derivati dalla volontà di cancellare il passato e riformulare il presente.

width=width=Vedute della mostra Utopie Radicali


La mostra fornisce la possibilità di riconsiderare personaggi e azioni che hanno caratterizzato un’epoca in cui Firenze si confrontava col panorama internazionale non solo in ambito architettonico, ma anche artistico e politico
. Utopie Radicali costituisce una straordinaria occasione, attraverso l’Osservatorio per le Arti Contemporanee, di una stretta collaborazione con la Fondazione CR Firenze, cui siamo legati in un progetto che vuol fare sempre più di Firenze una moderna capitale culturale. Una collaborazione allargata al Comune nella condivisione della volontà di riscoperta del passato recente della città, così importante anche per le più aggiornate esperienze internazionali che da quel periodo traggono ispirazione.

width=width=Vedute della mostra Utopie Radicali

 

La Fondazione Palazzo Strozzi desidera perciò ringraziare i curatori Pino Brugellis, Gianni Pettena, Alberto Salvadori, e con loro Elisabetta Trincherini, per aver pensato a una mostra in grado di interessare un pubblico differenziato e anche di sollecitare nuovi dibattiti.

Arturo Galansino
Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi

width=Installazione della serie Urboeffimeri del gruppo UFO nel cortile di Palazzo Strozzi

 

La mostra Utopie Radicali è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Fondazione CR Firenze e Osservatorio per le Arti Contemporanee. Con il supporto di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana e con la collaborazione scientifica di CCA-Centre Canadien d’Architecture. Con la partecipazione di Gervasi S.p.A e Mercato Centrale Firenze.

Foto Dario Lasagni

Utopie Radicali
Gli artisti in mostra

Dal 20 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018 gli spazi della Strozzina di Palazzo Strozzi ospitano Utopie Radicali, la mostra che celebra la straordinaria stagione creativa fiorentina del movimento radicale tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento.

In un caleidoscopico dialogo tra oggetti di design, video, installazioni, performance e narrazioni il percorso riunisce per la prima volta le opere visionarie di gruppi e personalità quali Archizoom, Remo Buti, 9999, Gianni Pettena, Superstudio, UFO e Zziggurat.


ARCHIZOOM

Il gruppo fondato a Firenze nel 1966 da Andrea Branzi, Gilberto Corretti, Paolo Daganello e Massimo Morozzi (ai quali si aggiungono nel ’68, Lucia e Dario Bartolini) partecipa alla “Global Tools” e prima si afferma per la ricerca di un’architettura improntata ad analizzare e migliorare il territorio e la società mediante una relazione diretta con essi. I molteplici progetti, spesso provocatori, da loro ideati, oltre a essere stati ispirazione per architetti e designer, sono diventati iconici manifesti dell’arte italiana degli anni ’70 e lo sono ancora oggi. Fondamentale apporto al dibattito teorico del movimento Radicale è stato dato da tutto il gruppo e in particolare dalle Radical Notes di Andrea Branzi su «Casabella».

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Archizoom Associati, Safari, 1968, Firenze, Centro Studi Poltronova

 

REMO BUTI

Artigiano e ceramista prima ancora di laurearsi in architettura, è stato tra i più innovativi docenti dell’università di Architettura di Firenze dove tiene il corso di Arredamento e Architettura degli Interni facendosi portavoce della “liberazione della fantasia contro la tirannia del sistema economico”. Con altri radicali, è tra i fondatori della contro-scuola di design “Global Tools”. Parallelamente all’attività di docenza, la più amata, si afferma professionalmente vincendo numerosi premi Internazionali di urbanistica, architettura e design. È presente alle Biennali di Venezia e Triennali di Milano grazie alle sue ricerche progettuali dalla spiccata componente visiva e comunicativa.

width=Remo Buti, Piatti di Architettura, 1962-1975, Firenze, Collezione Remo Buti

 

GIANNI PETTENA

Architetto, artista e critico, professore di Storia dell’Architettura Contemporanea all’Università di Firenze e di Progettazione alla California State University, co-fondatore della“Global Tools”. Il suo lavoro ha assunto la forma di progetti di design, d’architettura, d’installazioni museali e performances. Non rinnega la formazione di architetto ma è da sempre convinto della necessità di ripensare il significato della disciplina. Fin dagli anni Sessanta si avvicina più degli altri radicali alla concettualità della ricerca radicale austriaca preferendo gli strumenti e i linguaggi delle arti visive a quelli della progettazione architettonica.

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Gianni Pettena, Rumble Sofa, 1966, Collezione privata

 

SUPERSTUDIO

Il gruppo fondato a Firenze nel 1967 da Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo di Francia, Roberto Magris, Piero Frassinelli, Alessandro Magris e Alessandro Poli (che fa parte del gruppo dal 1970 al ’72) ha svolto attività di ricerca teorica sulla progettazione, ha lavorato nel campo dell’architettura e del design con allestimenti, costruzioni, mobili e oggetti e ha partecipato alla fondazione della “Global Tools”. Ha prodotto progetti utopici sugli atti ‘fondamentali’ alla ricerca di una rifondazione filosofica e antropologica dell’architettura.

 

width=Superstudio, Bazaar, 1968, Casalguidi (Pistoia), Giovannetti Collezioni


UFO

Il gruppo fondato nel 1967, all’interno dell’Università di Architettura di Firenze, da Lapo Binazzi, Riccardo Foresi, Titti (Vittorio) Maschietto, Carlo Bachi, Patrizia Cammeo e Sandro Gioli (1967-1968) ha operato una spettacolarizzazione dell’architettura nel tentativo di trasformarla in evento, azione di “guerriglia” urbana e ambientale. In questo ambito nascono gli Urboeffimeri (1968), architetture gonfiabili in scala reale calate sul centro storico della città. Gli oggetti e il design d’interni sono caratterizzati da una vena pop che rivela tutta l’ironia nei confronti del design convenzionale.

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UFO, Urboeffimero 6, Piazza del Duomo, 1968, Firenze, Archivio UFO di Lapo Binazzi

 

9999

Il gruppo nasce a Firenze nel ’68 inizialmente composto da Paolo Coggiola, Andrea Gigli, Giovanni Sani, Mario Preti, Paolo Galli, Fabrizio Fiumi, Paolo Caldini, si chiamano 1999. Nel ’71 Coggiola, Preti, Sani e Gigli ne escono ed entra il fotografo Giorgio Birelli. Nell’estate del ’68 il gruppo aveva inaugurato il proprio studio, spazio di progettazione e ideazione sulla collina di Marignolle, il 25 settembre di quell’anno ha luogo l’Happening Progettuale su Ponte Vecchio, intervento urbano di reinterpretazione di un luogo fortemente connotato. Nel ’69 viene progettato lo Space Electronic, spazio libero e autogestito direttamente dal gruppo nel quale si susseguono manifestazioni sperimentali, performance teatrali e concerti. Nel ’72 con il progetto della Casa-Orto partecipano alla mostra al MoMA Italy the New Domestic Landscape.

width=9999, Meeting tra Mao e Nixon a Graz, 1971 San Casciano Val di Pesa (Firenze), Archivio 9999

 

ZZIGGURAT

Il gruppo si costituisce nel 1969 grazie alla collaborazione di Alberto Breschi, Giuliano Fiorenzuoli e Roberto Pecchioli. Il lavoro di Zziggurat si caratterizza per l’interesse predominante nei confronti dell’architettura, della sua dimensione urbana, dei suoi strumenti espressivi e comunicativi, filtrati dalle esperienze dell’arte. In quest’ottica partecipano a concorsi e mostre tra cui Triennale di Milano (’73) e Biennale di Venezia (’78). Nel 1971 il gruppo partecipa al seminario Vita, morte e miracoli dell’architettura organizzato all’interno dello Space Electronic e nel ’73 fa parte dei fondatori della “Global Tools”. Zziggurat pur partendo da astrazioni utopiche ha nel progetto realmente costruito e permanente l’obiettivo principale del suo operare.

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Zziggurat, Alberto Breschi, Roberto Pecchioli, La città di foglie, 1972, Firenze, Archivio Alberto Breschi

 

Scopri la mostra e gli eventi legati a Utopie Radicali, a Palazzo Strozzi fino al 21 gennaio 2018.
La mostra è prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Fondazione CR Firenze e Osservatorio per le Arti Contemporanee.

Il 2017 di Palazzo Strozzi

Il 2017 a Palazzo Strozzi è iniziato con il grande successo di Ai Weiwei. Libero, terminata domenica 22 gennaio, una delle mostre di arte contemporanea più visitate di sempre in Italia. La mostra ha infatti raggiunto la cifra record di 150.000 visitatori, riscuotendo allo stesso tempo un grandissimo successo di critica.

 

BILL VIOLA. RINASCIMENTO ELETTRONICO

È cominciato quindi il conto alla rovescia per Bill Viola. Rinascimento elettronico che aprirà al pubblico venerdì 10 marzo. Fino al 23 luglio 2017 questa grande mostra celebrerà il maestro indiscusso della videoarte contemporanea, in dialogo con l’architettura di Palazzo Strozzi e in un inedito confronto con grandi capolavori del Rinascimento.

width=La rassegna si pone come un evento unico per ripercorrere la carriera dell’artista, in un percorso espositivo unitario tra Piano Nobile e Strozzina – attraverso straordinarie esperienze di immersione tra spazio, immagine e suono – dalle prime sperimentazioni degli anni settanta fino alle grandi installazioni successive al Duemila.
Uno straordinario dialogo tra antico e contemporaneo attraverso il confronto delle opere di Viola con quei capolavori di grandi maestri del Rinascimento che sono stati per lui fonte di ispirazione.
Sarà così protagonista la speciale relazione tra Bill Viola e Firenze. È qui infatti che l’artista ha iniziato la sua carriera nel campo della videoarte quando, tra il 1974 e il ’76, è stato direttore tecnico di art/tapes/22, centro di produzione e documentazione del video. Il rapporto con la storia e l’arte toscana verrà inoltre esaltato attraverso importanti collaborazioni con realtà museali e istituzioni come il Grande Museo del Duomo, le Gallerie degli Uffizi e il Museo di Santa Maria Novella a Firenze, ma anche con le città di Empoli e Arezzo.

width=Bill Viola nello studio di Daniele Rossi nel 2013 a Firenze, insieme alla Visitazione del Pontormo, sottoposta a restauro

 

ARTE A FIRENZE NEL SECONDO CINQUECENTO

Successivamente, dal 22 settembre 2017 al 21 gennaio 2018, Palazzo Strozzi ospiterà una straordinaria mostra dedicata all’arte del secondo Cinquecento a Firenze, ultimo atto d’una trilogia dedicata all’arte del XVI secolo a Firenze, iniziata con Bronzino nel 2010 e Pontormo e Rosso Fiorentino nel 2014.
La mostra, a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali e allestita negli spazi del Piano Nobile, si confronterà con lo sviluppo dell’arte fiorentina nella seconda metà del secolo attraverso dipinti, sculture e disegni di artisti come Andrea del Sarto, Bronzino, Pontormo, Giorgio Vasari, Giambologna, Bartolomeo Ammannati, Santi di Tito.
Un’occasione irripetibile per scoprire l’eccezionale epoca culturale e di estro intellettuale segnata dalla Controriforma del Concilio di Trento e dalla figura di Francesco I de’ Medici, uno dei più geniali rappresentanti del mecenatismo di corte in Europa.

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Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, La Notte, 1553-1555, Roma, Galleria Colonna

 

UTOPIE RADICALI

Sempre in autunno gli spazi della Strozzina ospiteranno Utopie Radicali (20 ottobre 2017-21 gennaio 2018), un’esposizione – prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Fondazione CR Firenze e Osservatorio per le Arti Contemporanee – dedicata alla straordinaria stagione creativa fiorentina del movimento radicale tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento.
Per la prima volta in un’unica mostra saranno esposte le opere visionarie di gruppi e personalità come 999, Archizoom, Remo Buti, Gianni Pettena, Superstudio, Ufo, Zzigurat, in un caledoscopico dialogo tra oggetti di design, video, installazioni, performance e narrazioni. Il racconto di un altro mondo possibile, un’utopia critica che ha avuto il merito di rompere con lo status quo di quegli anni, rendendo Firenze il centro di una rivoluzione di pensiero che ha segnato lo sviluppo delle arti a livello internazionale.

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Zzigurat, Linear City, 1969, Firenze

 

L’obiettivo del 2017 è rendere Palazzo Strozzi un luogo ancora più vivo e ancora più aperto, a Firenze e al mondo, non solo grazie a queste grandi mostre, ma anche grazie alle conferenze, agli eventi e alle attività che qui saranno realizzate.
Speriamo di incontrarvi presto.

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